Stampa

paolo in mezzo ai suoi quadri

 

 

Claudio Bonomi, artista di buona fama, definisce i lavori di Paolo Primatesta “Visioni oniriche” quasi fossero finestre attraverso le quali osservare la spontaneità del suo fantasticare, l’affiorare di un mondo liberamente fantastico che ha l’allucinata chiarezza di un sogno. Autodidatta e isolato, attraverso il suo temperamento di artista, sa rivivere perennemente la propria infanzia e, pur avvalendosi di dati reali, configura loro una sorta di dilatazione fantastica e simbolica, rendendoli capaci di evocare la profonda proiezione della sua psiche. Nei suoi primi dipinti le figure si impostano nello spazio sulla base di suggestivi rapporti dimensionali, la prospettiva naturalistica risulta scompaginata, spazio e colori divengono reali, lo spunto rappresentativo è spinto fino ad un valore emblematico.

Il suo operare, isolato da ogni contesto di cultura corrente, è mosso da originari impulsi espressivi che lo inducono a conferire alla realtà una dimensione inconsueta in cui si fondono verità e sogno, fedeltà e invenzione, minuzia ottica e travisamento. Definirei i suoi dipinti delle proiezioni inconsce, dove la presenza magica è conferita ad una visione onirica, la libera fantasia delle scene rappresentate si esprime nei colori intensi, nelle forme dipinte con contorni netti, ben definiti. Una sorta d’immaginazione visiva libera dalle costruzioni della ragione e della logica che mira a catturare l’inconscio per produrre immagini rivelatorie e stimolanti. 

 

 

se si scrutano le sue opere nell’insieme, non con gli occhi né con la mente, ma col ricordo di un sogno deragliato, si può facilmente comprendere la complessità della natura di questo artista, le cui immagini larvali e allucinate sembrano derivare da un moto frenetico e struggente della psiche.

A mio avviso, Paolo Primatista - con espressionismo naïf, a volte al limite dell’assurdo - sembra trovare nell’arte, lontano dalle consorterie intellettuali e mercantili, consolazione e un senso alla propria vita, suscitando, in noi ammiratori delle sue opere, emozioni e sentimenti autentici.

 

                                                                                                         Giuseppe Possa